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Care & Share è un’Onlus nata a Venezia e che opera in India, nell’Andhra Pradesh, uno stato agricolo poverissimo, con tante risaie e contadini analfabeti. I bambini cominciano presto a lavorare e spesso non vengono mandati a scuola. Non ci sono neanche le scuole, nelle campagne sterminate e nei villaggi fatti di capanne di foglie e di terra battuta. Nelle città la situazione è ancora più tragica: le periferie sono dei ghetti di sporcizia e di fame, dove sopravvivere è la sfida di ogni giorno. Qui è cominciata l’avventura di Care & Share, nel 1991. “Prenditi cura e condividi” è il messaggio di Carol Faison, che ha cominciato la sua opera adottando il primo bambino a distanza. Oggi sono circa 4.000 i bambini di cui ci prendiamo cura e la maggior parte di loro vive nei villaggi e negli slums di Vijayawada. Quasi 600sono i bambini di strada, soli al mondo, abbandonati o venduti o scappati dalle sevizie e dalla fame, che abbiamo raccolto nel villaggio di Daddy’s Home, dove siamo riusciti a fare un piccolo ospedale, una scuola ed alcune case in muratura. Abbiamo dato a loro una casa vera , tre pasti al giorno, abiti puliti, persone che li curano con amore e maestri che insegnano a leggere e a scrivere. Con l’adozione a distanza diamo loro la possibilità di crescere come bambini normali.

L’ADOZIONE A DISTANZA è l’unico modo per aiutare questi bambini a studiare. Con meno di € 1,00 al giorno si può fare tanto, si può dare loro la speranza di un futuro migliore.

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Da quando è nata l’associazione Care & Share si è occupata di aiutare l’infanzia abbandonata tramite le adozioni a distanza che sono un mezzo prezioso per sostenere persone povere e per creare anche dei legami affettivi  tra due mondi così diversi.
A poco a poco ci siamo resi conto di poter aiutare sempre più i poveri, i fuori casta, i disperati dell’India con dei progetti finalizzati al miglioramento della loro vita. Acquistare un rickshaw o una machina da cucire nel suo piccolo è un aiuto allo sviluppo. Le dinamiche di assistenza si snodano su più fronti o per meglio dire emergenze che abbiamo dovuto affrontare.
Ecco quindi i grandi progetti per aiutare i bambini di strada (Daddy’s Home) e gli orfani dell’Aids (il futuro Butterfly Hill); l’aiuto nel riformatorio governativo dove un centinaio di bambini vive le peggiori angherie in condizioni di autentica segregazione. Il night shelter, sorta di dormitorio e rifugio in cui vorremo far entrare un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi di strada
L’aiuto dei ghetti o slums è venuto quasi insieme all’assistenza ai bambini di strada. Qui si tratta di sostegni in alcuni casi finalizzati ad una corretta alimentazione o all’alfabetizzazione; in altri di tamponare le emergenze derivanti dalle precarie condizioni sanitarie.
L’assistenza per i tanti, troppi handicappati che vivono in India ha preso la forma di un laboratorio che si chiama Asha Kiran e che costruisce tutori per poliomielitici e portatori di handicap. E poi non ultimi tutti i programmi, le emergenze che vengono via via a delinearsi (il caso dello tsunami 2004 o le alluvioni dell’estate 2005).
Il tutto all’insegna della condivisione materiale e morale delle difficoltà che queste persone affrontano giorno dopo giorno.